Le Cicale -
Il Documentario.

Regia di Emiliano Mancuso e Federico Romano

Prodotto da Zona 

Soggetto

Quando l’estate finisce, racconta la fiaba di Esopo, la formica previdente passerà un inverno sereno, la cicala che ha sperperato tutto invece morirà al freddo. Ma che succede se i chicchi di grano messi da parte dalla formica non sono più sufficienti ad affrontare l’inverno ?

Il film documentario LE CICALE è un viaggio intimo nella vita di 4 persone, già andate in pensione o in procinto di andarci, per capire se nel nostro futuro avremo ancora diritto alla protezione dello stato sociale. Nell’età della pensione infatti si dovrebbero raccogliere i frutti di una vita fatta di lavoro e non lottare per la sopravvivenza o per non perdere la casa. Ma la crisi economica ha cambiato questa realtà: arriva l’inverno e anche le formiche scoprono che il diritto a una vecchiaia serena è diventato un miraggio.

Il contesto

La situazione è drammatica: in Italia 7 milioni di pensionati vivono con meno di 1.000 al mese, (il 17% sotto i 500 euro) e 400.000 invece sono le persone che hanno perso il posto di lavoro in età avanzata (per lo più over 50), ma che non hanno ancora maturato i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia: troppo giovani per andare in pensione ma troppi vecchi per trovare un nuovo lavoro.

Note di regia

Nell’estate del 2009, con una piccola telecamera, abbiamo registrato una serie di interviste in un condominio di Roma, quartiere Cinecittà. Si trattava di una vicenda di sfratti, con la particolarità che le lettere recapitate per “fine locazione” erano indirizzate soltanto agli inquilini anziani dell’immobile. Il proprietario avevo scelto con cura i soggetti più fragili. 8 anni dopo abbiamo ritrovato quel materiale e rivedendolo c’è venuta voglia di tornare in quel condominio e di realizzare una storia sulla vita degli anziani a Roma in questi difficili anni di crisi. Alcuni di loro sono morti, altri andati via, qualcuno è rimasto.

La vecchiaia è un’età difficile da raccontare, che richiede tempo, dove il corpo decade, i ricordi diventano frammentari e la fiducia e la disponibilità verso un racconto video non è facile da ottenere, perché inevitabilmente altera quelle piccole abitudini quotidiane a cui gli anziani sono gelosamente attaccati, avendo un minore controllo del mondo circostante, sia fisico che mentale, più simili a dei bambini che a degli adulti.

Per avvicinarsi a questa percezione abbiamo amalgamato due differenti registri: l’intervista e la presa diretta. Con le interviste abbiamo soddisfatto il bisogno che hanno gli anziani di parlare di sé e di sentire che l’interlocutore è interessato a loro; ci hanno raccontato della lotta per la sopravvivenza che quotidianamente affrontano e del disagio che vivono, ma anche della loro vita passata: gli amori, i figli, i viaggi, il rapporto con i loro genitori. Con la presa diretta invece abbiamo potuto raccontare la vita di tutti i giorni: gli uffici comunali, la palestra, mentre mangiano o si fanno la barba, durante i giorni difficili dello sfratto, quando pregano o vanno al cimitero o più semplicemente a prendere un caffè al bar.

I personaggi che abbiamo scelto hanno tutti un comune denominatore: pur nelle difficoltà nessuno si è arreso. Dare voce alle loro storie personali non significa indugiare sul loro disagio o soffermarsi in modo passivo di fronte alle difficoltà, ma cercare invece di darne un‘immagine positiva, almeno nella volontà di non lasciarsi andare e di cercare sempre una soluzione. Le nostre cicale sono molto formiche.